Deir el-Medina
- Cos'è Deir el-Medina?
Deir el-Medina è l'antico villaggio operaio sulla sponda ovest di Luxor, dimora degli artigiani che costruirono e decorarono le tombe reali nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine tra circa il 1550 e il 1080 a.C. Il sito si trova in una piccola conca desertica dietro le colline che lo separano dalla Valle dei Re, deliberatamente isolato dal resto della Necropoli Tebana: lo Stato voleva tenere separati dal resto della popolazione gli uomini che conoscevano l'ubicazione delle sepolture dei faraoni.
Gli antichi egizi lo chiamavano Set-Maat, "il Luogo della Verità". Il nome Deir el-Medina arrivò molto più tardi, in epoca cristiana, quando il tempio di Hathor qui presente fu convertito in monastero, deir significa monastero in arabo. Oggi il sito fa parte del patrimonio UNESCO "Antica Tebe con la sua Necropoli" e comprende le rovine del villaggio, diverse tombe dipinte e il tempio tolemaico di Hathor.
- Gli Artigiani che Costruirono le Tombe Reali d'Egitto
Il villaggio ospitava una comunità specializzata di scalpellini, intonacatori, scultori e pittori, insieme alle loro famiglie, che lavoravano a turni sulle tombe reali vicine. Il faraone Amenofi I fondò l'insediamento agli inizi della XVIII dinastia proprio per ospitare questa manodopera, e il villaggio rimase attivo per circa 450 anni, attraverso i regni di Ramesse II e Ramesse III fino alla XX dinastia.
L'orario di lavoro prevedeva otto giorni consecutivi seguiti da due giorni di riposo, anche se gli operai ottenevano regolarmente giorni extra per malattia, questioni familiari o semplici litigi con il coniuge, tutto registrato dallo scriba del villaggio. In quanto dipendenti statali retribuiti in razioni di cereali, erano considerati appartenenti al ceto medio secondo gli standard dell'epoca, e molti svolgevano anche un secondo lavoro informale. Poiché le stesse mani esperte che costruivano le tombe dei faraoni costruivano anche le proprie, le tombe degli artigiani a Deir el-Medina risultano insolitamente curate per un sito di sepoltura non reale, più piccole rispetto a quelle della Valle dei Re, ma spesso altrettanto vivacemente dipinte.
- Le Tombe di Deir el-Medina
Poiché il sito è noto anche come Valle degli Artigiani, le sue tombe vengono talvolta confuse con le tombe reali vicine, ma queste appartenevano agli operai stessi, e un biglietto standard garantisce attualmente l'accesso a tre di esse.
Tomba di Sennedjem (TT1)
Questa è la tomba più piccola del sito e, secondo molti visitatori, la più bella. Sennedjem portava il titolo di "Servitore nel Luogo della Verità", e il soffitto della sua tomba mostra una scena vivace di lui e sua moglie al lavoro nei campi dell'aldilà sotto un cielo azzurro intenso. L'ingresso è ripido e stretto, quindi solo poche persone possono entrare alla volta.
Tomba di Inherkhau (TT359)
Inherkhau fu caposquadra degli operai della necropoli durante i regni di Ramesse III e Ramesse IV. La camera esterna della sua tomba raffigura scene di offerta con la moglie e il figlio, mentre la camera interna include immagini tratte da due testi funerari destinati a guidare il defunto nell'aldilà: il Libro delle Porte, che descrive il viaggio notturno del dio del sole attraverso dodici divisioni dell'oltretomba, e il Libro dei Morti, la raccolta più ampia di formule e preghiere posta insieme al defunto.
Tomba di Pashedu e la Tomba Tripla
La tomba di Pashedu richiede un biglietto separato, acquistabile alla stessa biglietteria dell'ingresso standard, ed è considerata la più pregevole tra le tombe degli operai attualmente visitabili, una guardia accompagna i visitatori sulla collina per raggiungerla. Nelle vicinanze, un unico ingresso conduce a tre tombe collegate, costruite per il caposquadra AmenNakht e i suoi figli, Nebenmaat e Khaemteri, tutte risalenti al regno di Ramesse II.
- Il Tempio di Hathor
Vicino all'ingresso del villaggio sorge un tempio piccolo ma ben conservato, dedicato a Hathor, dea dell'amore, della musica e della maternità. Costruito in epoca tolemaica, secoli dopo che il villaggio degli artigiani stesso aveva cessato di essere attivo, è lo stesso tempio la cui successiva conversione in monastero cristiano diede al sito il suo nome moderno, come accennato in precedenza.
Le camere interne del tempio conservano alcuni dei suoi rilievi meglio preservati, che mostrano ancora tracce del colore originale. Rispetto ai templi di Karnak o di Hatshepsut, è modesto per dimensioni, ma il suo stato di conservazione e il legame diretto con il nome del sito lo rendono una tappa che merita la breve camminata dalle tombe.
- Il Primo Sciopero della Storia
Intorno al 1157 a.C., nel 29° anno di regno di Ramesse III, gli artigiani di Deir el-Medina fecero qualcosa che, per quanto risulta dalle fonti scritte, nessun lavoratore aveva mai fatto prima: deposero gli attrezzi e abbandonarono il lavoro.
Le loro razioni di cereali, il salario dell'epoca, erano arrivate con quasi un mese di ritardo, dopo carenze già registrate in precedenza. Gli operai lasciarono il villaggio e marciarono verso i templi funerari vicini, dando vita a quello che fu di fatto un sit-in, rifiutandosi di andarsene finché i funzionari non avessero affrontato la questione del salario. Alcune fonti traducono la loro protesta come un grido riguardo alla fame, anche se il significato esatto dipende da come viene interpretato il testo ieratico originale. Lo sciopero ebbe successo: i funzionari rilasciarono cereali dalle riserve del tempio, e gli operai tornarono infine al lavoro, anche se dispute simili sui salari si ripresentarono decenni dopo, sotto Ramesse IX e Ramesse X.
L'episodio è giunto fino a noi perché uno scriba di nome Amennakht lo registrò su papiro, oggi noto come Papiro dello Sciopero di Torino e conservato al Museo Egizio di Torino. È uno dei motivi per cui Deir el-Medina è importante al di là delle sue tombe e del suo tempio: in nessun altro luogo dell'antico Egitto abbiamo questo livello di dettaglio su semplici lavoratori che si opposero allo Stato, il loro salario, le loro lamentele e l'esito, tutto nelle loro stesse parole registrate.
- Deir el-Medina e la Valle dei Re: le Differenze
Molti visitatori presumono che Deir el-Medina e la Valle dei Re siano lo stesso tipo di sito, solo più piccolo. Non è così, e conoscere la differenza aiuta ad avere le aspettative giuste prima della visita.
La Valle dei Re custodisce le tombe dei faraoni: grandiose, profonde, costruite su scala reale, anche se alcune, inclusa quella di Tutankhamon, la più celebre tra le 63 tombe conosciute, mostrano più segni di usura di quanto i visitatori si aspettino. Deir el-Medina custodisce le tombe degli artigiani che costruirono quelle tombe reali. Sono più piccole e i loro corridoi d'ingresso più stretti, ma gli artigiani decorarono le proprie dimore eterne con la stessa abilità che dedicavano a quelle dei faraoni, motivo per cui diverse di queste tombe, in particolare quella di Sennedjem, vengono spesso giudicate dai visitatori più vivacemente conservate rispetto a quanto si trova nella Valle dei Re stessa.
L'altra differenza riguarda i ritmi della visita. La Valle dei Re attira la maggior parte dei gruppi turistici di Luxor e può affollarsi, specialmente in tarda mattinata. Deir el-Medina, a breve distanza, vicino a Medinet Habu, riceve molti meno visitatori, il che rende più semplice fermarsi davvero davanti a una pittura murale senza avere una folla alle spalle.
- Come Visitare: Biglietti, Orari e Consigli Pratici
Deir el-Medina si trova sulla sponda ovest di Luxor, vicino a Medinet Habu e a breve distanza in auto dalla Valle dei Re, quindi è facile abbinarlo a entrambi in una sola giornata.
Un biglietto standard include l'ingresso al villaggio, al Tempio di Hathor e alle tombe di Sennedjem e Inherkhau. La tomba di Pashedu richiede un biglietto separato, acquistabile alla stessa biglietteria, e vale il piccolo costo aggiuntivo. (I prezzi dei biglietti e gli orari di apertura cambiano periodicamente, si consiglia di verificare le cifre attuali sul sito ufficiale della biglietteria egiziana o con la propria guida prima della visita.) I biglietti si possono acquistare anche online in anticipo, e Deir el-Medina è incluso nel Luxor Pass per chi visita più siti della sponda ovest in un unico viaggio.
Il sito apre generalmente al mattino presto e chiude nel primo pomeriggio, e il momento migliore per la visita è subito dopo l'apertura oppure nel tardo pomeriggio: le tombe offrono poca ombra, e la breve salita verso la tomba di Pashedu è più comoda al di fuori delle ore più calde. All'interno delle tombe non è consentito fotografare, quindi conviene dedicare il tempo all'osservazione piuttosto che agli scatti.
Poiché Deir el-Medina si inserisce al meglio in una giornata più ampia sulla sponda ovest, abbinato alla Valle dei Re, a Medinet Habu o al tempio di Hatshepsut, risulta generalmente più pratico affidarsi a una guida privata, in grado di organizzare l'ordine delle tappe in base agli orari di apertura e al caldo, piuttosto che coordinare biglietti e trasporti tra più siti autonomamente. I tour privati Luxor Attractions di Aten Tours possono includere Deir el-Medina insieme a questi siti in un'unica giornata su misura, con una guida egittologa in grado di illustrare le iscrizioni delle tombe con una profondità che una semplice targa esplicativa non può offrire.