Recinto di Amon-Ra: il cuore sacro di Karnak a Luxor
Sulla riva orientale del Nilo, a Luxor, il Recinto di Amon-Ra costituisce la sezione più estesa e visitata del complesso templare di Karnak. Gli antichi egizi chiamavano il sito Ipet-Isut, "il più eletto dei luoghi", e per oltre mille anni fu la dimora terrena di Amon-Ra, dio supremo della Triade Tebana insieme a Mut e Khonsu.
I primi lavori risalgono al faraone Sesostri I, nel Medio Regno del XX secolo a.C., ma il recinto raggiunse le dimensioni attuali durante il Nuovo Regno, tra circa il 1550 e il 1070 a.C. Quasi trenta faraoni aggiunsero cortili, cappelle e piloni nell'arco di quindici secoli, lasciando ciascuno un segno su quello che divenne uno dei più grandi complessi religiosi mai costruiti.
L'elemento più noto è la Grande Sala Ipostila, iniziata sotto Seti I e completata dal figlio Ramses II. Le sue 134 colonne in arenaria, alcune alte quasi 21 metri lungo la navata centrale, sostenevano un tetto illuminato da aperture a claristorio, e tracce della pittura originale sono ancora visibili vicino al soffitto.
Poco prima della sala si trovano due obelischi eretti da Hatshepsut, uno dei quali è l'obelisco superstite più alto d'Egitto, ricavato da un unico blocco di granito rosso. Il suo gemello fu rimosso in epoca romana dall'imperatore Costantino e trasportato a Roma, lasciando l'obelisco di Hatshepsut a Karnak come uno dei monumenti più suggestivi del sito.
A sud si trova il Lago Sacro, un tempo usato dal clero residente per le purificazioni rituali prima delle cerimonie, e simbolo delle acque primordiali da cui si narrava fosse emerso Amon-Ra. Santuari minori all'interno del recinto, come il Tempio di Ptah e il Tempio di Khonsu, mostrano quanto il sito si sia esteso oltre il suo nucleo originario.
Oggi il Recinto di Amon-Ra è l'unica parte di Karnak permanentemente aperta al pubblico e fa parte del sito UNESCO dell'Antica Tebe. I visitatori percorrono gli stessi assi nord-sud ed est-ovest un tempo riservati alle processioni reali, tra piloni, cortili e statue colossali che ripercorrono quasi duemila anni di costruzioni.