Gite in giornata da Beirut, Libano: dove andare e cosa sapere
Quanto distano le migliori gite in giornata da Beirut?
Le migliori gite in giornata da Beirut richiedono in genere da mezz’ora a due ore e mezza di strada. La regola più pratica è dedicare ogni giornata a una sola zona. Da nord a sud il Libano misura circa 225 km, quindi più della distanza conta il tempo che serve per uscire dalla città. Nelle mattine dei giorni feriali e la domenica sera, il tratto di autostrada costiera tra Beirut e Jounieh può costare 30-45 minuti in più, e tutti i percorsi verso nord passano da lì.
Il nord è la zona più semplice per cominciare. Da Beirut servono 30-45 minuti per la Grotta di Jeita e Harissa, poco meno di un’ora per Byblos se il traffico è scorrevole e circa un’ora per Batroun, quindi si possono vedere tutte nella stessa giornata. Più all’interno, Bcharre, la Valle di Qadisha e i Cedri di Dio sono a due ore, due ore e mezza a tratta. La giornata è lunga, ma i tre luoghi sono vicini e si visitano bene insieme. Tannourine e la gola di Baatara, a circa due ore, valgono il viaggio soprattutto in primavera, quando la cascata ha la portata maggiore.
A sud-est, sui monti dello Chouf, il villaggio in pietra di Deir el-Qamar e il Palazzo di Beiteddine sono a circa un’ora di auto, e la Riserva dei Cedri dello Chouf si trova una mezz’ora più avanti. Superato il Monte Libano verso est, la Valle della Bekaa, dove si trovano Zahle, Château Ksara, Anjar e Baalbek, dista dalla capitale da una a due ore.
Oggi, però, la distanza non è l’unico fattore da considerare. A ottobre 2026 le indicazioni ufficiali per i viaggiatori trattano le varie regioni in modo molto diverso: il governo britannico non inserisce la costa settentrionale tra le aree soggette ad avvertenze regionali, mentre sconsiglia qualsiasi viaggio nel sud. Chi parte dall’Italia farebbe bene a consultare anche Viaggiare Sicuri, il sito della Farnesina. Ogni sezione che segue indica la situazione attuale di ciascuna meta.
A nord di Beirut: Jeita, Byblos, Batroun e Tripoli
Uscendo da Beirut lungo la costa verso nord, le possibili tappe si susseguono una dopo l’altra, e nessuna è a più di un’ora e mezza circa dalla città. Per questo chi visita il Libano per la prima volta di solito dedica almeno una giornata a questa direzione. Lo schema più comune è riunire la Grotta di Jeita, Harissa e Byblos in una giornata, e poi dedicare a Batroun un giorno a parte oppure aggiungerla alla visita di Byblos. Tripoli merita invece una giornata tutta per sé.
Grotta di Jeita e Harissa
La Grotta di Jeita si trova nella valle del Nahr al-Kalb, una ventina di chilometri a nord-est di Beirut, ed è formata da due cavità calcaree collegate tra loro. La grotta superiore si visita a piedi, seguendo una passerella sopraelevata tra stalattiti e stalagmiti, alcune lunghe diversi metri. In quella inferiore scorre il fiume sotterraneo da cui nasce il Nahr al-Kalb, e la si percorre su piccole barche. Questa parte può chiudere in inverno, quando il livello dell’acqua sale troppo. All’interno non è consentito fotografare. Dopo un cambio di gestione che l’aveva tenuta chiusa per otto mesi, la grotta ha riaperto a luglio 2025: conviene quindi verificare i giorni di apertura prima di partire.
Harissa è a un quarto d’ora di auto da Jeita. Qui una statua in bronzo di Nostra Signora del Libano, dipinta di bianco, domina la baia di Jounieh da circa 600 metri di altezza. Si può salire in macchina oppure con il Téléférique, la funivia che parte da Jounieh e impiega una decina di minuti a tratta. Vicino al punto in cui la valle incontra il mare, le stele del Nahr al-Kalb meritano una breve sosta lungo la strada. Per oltre 3.000 anni gli eserciti di passaggio hanno lasciato iscrizioni incise nella roccia, e la più antica porta il nome del faraone egizio Ramses II.
Gita in giornata a Byblos da Beirut
Byblos, che i libanesi chiamano Jbeil, si trova sulla costa a 40 km da Beirut, e gli archeologi vi hanno trovato tracce di insediamenti che risalgono al Neolitico. Le rovine si concentrano su un promontorio affacciato sul mare. In un paio d’ore si passa dalle fondamenta dei templi dell’età del Bronzo a un piccolo teatro romano, fino alle tombe a pozzo dove furono sepolti i primi re della città. L’UNESCO ha inserito il sito nel suo elenco nel 1984. Proprio qui è stato ritrovato il sarcofago del re Ahiram, la cui iscrizione è tra le più antiche testimonianze dell’alfabeto fenicio. Oggi è esposto al Museo Nazionale di Beirut. All’ingresso dell’area archeologica si alza un castello crociato del XII secolo, costruito in parte con pietre di edifici romani più antichi, e dalla sua terrazza si abbraccia con lo sguardo l’intero sito.
Per le rovine bisogna calcolare circa due ore. Poi si attraversa il vecchio suq restaurato fino al piccolo porto dei pescatori, dove di solito ci si ferma a pranzo. Nei fine settimana estivi la cittadina è affollatissima. Un giorno feriale in primavera o in autunno significa meno gente e temperature più miti, e lascia il tempo di vedere Jeita al mattino o di proseguire per Batroun nel pomeriggio.
Batroun e il Forte di Mseilha
A circa 50 km da Beirut, risalendo la costa, la cittadina di Batroun è una delle mete preferite dai libanesi per il fine settimana d’estate. Il centro storico è piccolo e si gira bene a piedi. Si possono vedere i resti di un muro fenicio sul mare, la chiesa di Santo Stefano sul vecchio porto e la piccola cappella di Nostra Signora del Mare, e vale la pena fermarsi per un bicchiere della limonata fresca per cui Batroun è famosa. Da maggio a ottobre stabilimenti balneari e ristoranti sul lungomare sono pieni, e la vita in paese continua fino a tarda notte.
Cinque minuti più a nord, il Forte di Mseilha sorge su uno sperone di roccia sopra il fiume Nahr al-Jawz, proprio accanto alla superstrada. La tradizione locale, seguita dalla maggior parte delle guide, lo collega all’emiro Fakhreddine II, che lo avrebbe fatto costruire nel XVII secolo: chi teneva quella roccia poteva controllare il passaggio sulla strada tra Beirut e Tripoli. Per esplorarne stanze e scale bastano 20-30 minuti. Byblos è a soli 25 minuti circa a sud di Batroun, quindi le due mete si combinano facilmente nella stessa giornata.
Tripoli
A circa 85 km a nord di Beirut, Tripoli è la seconda città del Libano e possiede il centro storico di epoca mamelucca più esteso del Paese. In alto domina la Cittadella di Raimondo di Saint-Gilles, iniziata dai crociati nel XII secolo e ricostruita dai governanti successivi. Più in basso si snodano i suq coperti, la moschea Taynal del Trecento e il Khan al-Saboun, dove si vende ancora il sapone all’olio d’oliva. La città è famosa anche per i suoi dolci arabi. Dall’altra parte di Tripoli, la Fiera Internazionale Rashid Karami, complesso modernista progettato dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, è entrata nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2023.
Una visita a Tripoli va preparata con più attenzione rispetto alle altre gite nel nord. Il governo britannico sconsiglia i viaggi non essenziali nella parte della città a est di via Bechara El Khoury, una zona che comprende Bab al-Tabbaneh, vicino alla cittadella. La scelta più prudente è farsi accompagnare da una guida locale che sappia quali strade percorrere, e consultare la mappa delle avvertenze prima di decidere l’itinerario.
Se preferite lasciare ad altri autisti e orari, Aten Tours può organizzare gite private in giornata da Beirut con guida e autista, per esempio Grotta di Jeita, Harissa e Byblos in un solo giorno, partendo abbastanza presto da superare Jounieh prima che il traffico aumenti.
Le montagne del nord: Valle di Qadisha, i Cedri e la gola di Baatara
Buona parte dei paesaggi più noti del Libano, i cedri e i monasteri aggrappati alle pareti di roccia, si trova sulle montagne a nord-est di Byblos. Sono anche le gite che richiedono più ore di auto tra quelle descritte in questa guida. Bcharre, la Valle di Qadisha e i Cedri di Dio sono vicini tra loro e occupano insieme un’intera giornata. Tannourine e la gola di Baatara ne richiedono un’altra, idealmente in primavera.
Bcharre e la Valle di Qadisha
A circa 120 km a nord-est di Beirut, la Valle di Qadisha è una gola profonda che si apre sotto la cittadina di Bcharre. Per secoli monaci ed eremiti maroniti hanno vissuto qui, scavando cappelle e monasteri nelle pareti rocciose. Nel 1998 l’UNESCO ha iscritto la valle nella Lista del Patrimonio Mondiale insieme alla Foresta dei Cedri di Dio, sui pendii sovrastanti. Tra i monasteri, il più facile da raggiungere in auto è quello di Qozhaya. Un piccolo museo racconta la storia della sua antica tipografia, dove nel 1610 fu stampato un salterio in siriaco. Deir Qannoubine, per quasi quattro secoli sede dei patriarchi maroniti, e Mar Lichaa si raggiungono invece solo a piedi, camminando sul fondovalle. Il sentiero aggiunge due o tre ore alla giornata ed è meglio percorrerlo nei mesi asciutti, da maggio a ottobre.
Bcharre si trova sul bordo della gola, a circa 1.500 metri. Qui è nato Khalil Gibran, autore de Il Profeta. I suoi dipinti e manoscritti sono conservati nel Museo Gibran, ospitato nell’ex monastero di Mar Sarkis, dove lo scrittore è anche sepolto.
I Cedri di Dio
Chiamata localmente Arz el-Rab, la Foresta dei Cedri di Dio è un bosco recintato a quasi 2.000 metri di quota, una ventina di minuti di auto sopra Bcharre. Le poche centinaia di alberi rimasti sono ciò che resta delle foreste che un tempo ricoprivano gran parte del Monte Libano, e si ritiene che alcuni abbiano ben più di mille anni. Il muro in pietra che circonda il bosco fu finanziato nel 1876 dalla regina Vittoria per impedire alle capre di brucare i giovani alberi. Un sentiero ad anello, facile da percorrere, attraversa i cedri in 30-45 minuti.
L’aspetto del bosco cambia molto con le stagioni. Dalla tarda primavera all’autunno i sentieri sono asciutti e lo sguardo arriva fino alla valle. D’inverno la neve copre il terreno sotto gli alberi e apre la vicina stazione sciistica dei Cedri. Dopo una nevicata la strada da Bcharre viene di solito sgomberata, ma le bufere più forti possono chiuderla, e nelle giornate di maltempo può chiudere anche il bosco.
Tannourine e la gola di Baatara
Vicino al villaggio di Balaa, nel distretto di Tannourine, la cascata della gola di Baatara si trova a circa due ore da Beirut, passando per Byblos e l’altopiano di Laqlouq. L’acqua precipita per circa 255 metri in una dolina calcarea, scendendo dietro tre ponti naturali di roccia sovrapposti. La grotta fu documentata per la prima volta nel 1952 dal biospeleologo francese Henri Coiffait. Poiché la cascata è alimentata dallo scioglimento delle nevi, raggiunge la massima portata tra marzo e maggio. A fine estate può ridursi a un filo d’acqua, e in inverno la neve può bloccare la strada.
Per arrivare ai punti panoramici si scendono ripidi gradini di pietra dal parcheggio. In alcuni tratti i sentieri lungo il bordo hanno poca o nessuna protezione, quindi servono scarpe adatte, e i bambini vanno tenuti vicini. A circa 20 minuti si trova la Riserva Naturale della Foresta dei Cedri di Tannourine, più estesa dei Cedri di Dio e molto meno frequentata. I suoi sentieri segnalati ne fanno la seconda tappa ideale della stessa giornata.
Gita in giornata nello Chouf da Beirut: Deir el-Qamar, Beiteddine e la Riserva dei Cedri
Per vedere villaggi storici di montagna e boschi di cedri senza passare due ore in macchina, la soluzione più semplice è una gita in giornata nello Chouf da Beirut. Prendendo la strada costiera via Damour, si arriva a Deir el-Qamar e al Palazzo di Beiteddine in circa un’ora, e i due luoghi distano appena cinque minuti l’uno dall’altro. Partendo presto, nel pomeriggio resta il tempo anche per la Riserva dei Cedri dello Chouf.
Deir el-Qamar e il Palazzo di Beiteddine
Dal XVI secolo Deir el-Qamar fu la capitale degli emiri del Monte Libano, finché l’emiro Bashir Shihab II non trasferì la corte a Beiteddine, sul versante opposto della valle. Il cuore del paese è rimasto quasi com’era allora. Una piccola piazza è circondata da case in arenaria con i tetti di tegole rosse, e intorno si trovano la moschea di Fakhreddine, datata 1493, il Serraglio dell’emiro Youssef Chehab e la chiesa di Saydet el-Talle. Bastano un paio d’ore, compreso un caffè in piazza.
La costruzione del Palazzo di Beiteddine iniziò nel 1788 e proseguì per una trentina d’anni sotto Bashir II. L’edificio si sviluppa attorno a una sequenza di cortili che conducono a sale di ricevimento dipinte, a un hammam con cupola e agli appartamenti privati dell’emiro, dove si trova anche la sua tomba. Nelle antiche scuderie è oggi esposta una ricca collezione di mosaici bizantini, trasferiti qui dal sito costiero di Jiyeh. A luglio e agosto il cortile principale ospita i concerti serali del Beiteddine Art Festival. Conviene visitare prima il palazzo, quando c’è meno gente, e poi pranzare a Deir el-Qamar. Lungo la strada tra i due si trova il Castello di Moussa, costruito quasi interamente a mano da un solo uomo nel corso di diversi decenni. È una deviazione un po’ stravagante, ma divertente.
Riserva dei Cedri dello Chouf
La Riserva dei Cedri dello Chouf è la più grande riserva naturale del Libano: occupa circa il 5% del territorio nazionale e fa parte della Riserva della Biosfera dello Shouf, riconosciuta dall’UNESCO nel 2005. Sul crinale che sovrasta i villaggi dello Chouf protegge tre foreste di cedri, a Barouk, Maasser el-Chouf e Ain Zhalta, con sentieri segnalati che vanno da una a quattro ore di cammino. L’ingresso di Barouk, a circa 30 minuti da Beiteddine, è il più comodo da abbinare a una mattinata di visite. In primavera i pendii si riempiono di fiori selvatici, il tardo autunno regala giornate fresche e limpide, e da dicembre a marzo i sentieri più alti sono spesso innevati.
Dopo la Bekaa, lo Chouf è la zona in cui è più importante controllare la mappa delle avvertenze. A ottobre 2026 il governo britannico sconsigliava i viaggi non essenziali a sud della strada che collega Aanout, Boqaata e Maasser el-Chouf, il che colloca l’ingresso di Maasser el-Chouf proprio sul confine. Poiché anche Deir el-Qamar, Beiteddine e Barouk sono vicini, è bene verificare dove passa oggi quella linea prima di fissare il percorso.
Gite in giornata nella Valle della Bekaa: Zahle, Ksara, Anjar e Baalbek
Compresa tra il Monte Libano e la catena dell’Antilibano, la Valle della Bekaa è un altopiano pianeggiante a una o due ore a est di Beirut, che si raggiunge attraversando il passo di Dahr el-Baidar. Da qui arriva la maggior parte del vino libanese e buona parte della produzione agricola, e nella valle si trovano due siti UNESCO del Paese, Anjar e Baalbek. Dato che le indicazioni ufficiali cambiano da una zona all’altra della Bekaa, ogni località è trattata separatamente.
Zahle e Château Ksara: una giornata tra i vini della Bekaa
Zahle, la città più grande della Bekaa, si trova sul versante occidentale della valle, a circa 50 km da Beirut. È famosa per i ristoranti all’aperto lungo il fiume Berdawni, dove ci si concede lunghi pranzi a base di mezze e arak. A dieci minuti si trova Château Ksara, fondato dai gesuiti nel 1857 e considerato in genere la più antica cantina commerciale del Libano. La visita attraversa circa 2 km di grotte, scavate in epoca romana e oggi usate per l’affinamento del vino, e si chiude con una degustazione. La vendemmia cade tra settembre e ottobre, ed è questo il periodo migliore per una giornata tra i vini della Bekaa. A ottobre 2026 le avvertenze regionali britanniche non citavano né Zahle né Ksara, ma entrambe si trovano in un governatorato che comprende zone a rischio, quindi conviene controllare la mappa prima di partire.
Anjar
Ai piedi dell’Antilibano, a circa 60 km da Beirut, si trovano i resti di Anjar, città fondata nell’VIII secolo sotto il califfo omayyade al-Walid I. L’UNESCO, che l’ha iscritta nella sua lista nel 1984, la descrive come un esempio unico di urbanistica omayyade. Le due vie principali porticate si incrociano in un tetrapilo a quattro archi. Lungo di esse si vedono le fondamenta delle botteghe, un palazzo con gli archi in parte ricostruiti e un complesso termale. Per girare tutto il sito basta circa un’ora. Anjar si trova a est del fiume Litani e a pochi chilometri dal confine siriano, quindi rientra nelle zone coperte dalle avvertenze australiane e britanniche o vi è molto vicina. Prima di aggiungerla a una giornata a Zahle, conviene verificarne la posizione esatta sulle mappe di entrambi i Paesi.
Baalbek: cosa sapere prima di organizzare una gita in giornata
A 85 km a nord-est di Beirut, Baalbek è uno dei più grandi complessi templari mai costruiti dai Romani e, in condizioni normali, è la gita principale nei programmi di quasi tutti i visitatori del Libano. Del Tempio di Giove restano in piedi sei colonne, alte circa 20 metri ciascuna. Accanto, il Tempio di Bacco è tra i templi romani meglio conservati al mondo. In una cava poco distante si trova la Pietra della Donna Incinta, un unico blocco squadrato dal peso stimato di circa 1.000 tonnellate.
In questo momento, decidere se fare una gita in giornata a Baalbek da Beirut non è semplice. La città fa parte del governatorato di Baalbek-Hermel, colpito da bombardamenti aerei durante il conflitto del 2024 e di nuovo dopo l’intensificarsi dei combattimenti a marzo 2026. L’Australia sconsiglia qualsiasi viaggio nel governatorato, mentre il Regno Unito sconsiglia tutti i viaggi o quelli non essenziali, a seconda della zona. Andare contro le indicazioni ufficiali può anche invalidare l’assicurazione di viaggio. Quando la situazione lo permetterà, il sito varrà ampiamente l’ora e mezza o le due ore di strada. Nel frattempo, conviene ricontrollare le avvertenze nella settimana della partenza e viaggiare solo con un autista o una guida che segua ogni giorno le notizie locali.
Sidone e Tiro: il sud oggi
Per il momento né Sidone né Tiro sono gite in giornata praticabili da Beirut. Entrambe si trovano nel governatorato del Sud. A ottobre 2026 sia il Regno Unito sia l’Australia sconsigliavano qualsiasi viaggio nella zona, a causa delle attività militari in corso vicino al confine israeliano e dei bombardamenti aerei proseguiti anche dopo la cessazione delle ostilità annunciata a giugno 2026.
In tempi più tranquilli erano due escursioni semplici lungo la costa. Sidone dista circa 45 minuti da Beirut. Il suo Castello del Mare fu costruito dai crociati nel 1228 su un isolotto unito alla terraferma da una strada rialzata in pietra. Lì vicino si trovano un vecchio suq con volte, il Khan al-Franj, caravanserraglio del XVII secolo, e un museo dedicato alla tradizione cittadina del sapone. A circa 80 km a sud di Beirut, Tiro fu uno dei grandi porti del mondo fenicio, e l’UNESCO l’ha iscritta nella sua lista nel 1984. Nel sito di Al-Bass si vedono una lunga strada romana fiancheggiata da colonne, un arco monumentale e un ippodromo romano tra i più grandi mai scoperti. A causa dei combattimenti, alla fine del 2024 l’UNESCO ha concesso la protezione rafforzata a Tiro e a decine di altri siti libanesi.
Per conoscere la storia fenicia senza scendere al sud, ci sono Byblos, che racconta buona parte della stessa storia, e il Museo Nazionale di Beirut, che custodisce molti dei reperti più importanti di Sidone e Tiro. Tra questi c’è una fila di sarcofagi antropoidi in marmo provenienti dalla necropoli di Sidone, che si possono vedere in un solo pomeriggio senza uscire dalla città.