Il Monastero Rosso di Sohag: il capolavoro nascosto dell'arte copta in Egitto
Un monastero costruito su terra faraonica
Il Monastero Rosso, noto localmente come Deir al-Ahmar, sorge a pochi chilometri a nord di Sohag, nell'Alto Egitto, vicino al più celebre Monastero Bianco. Il nome deriva dai mattoni rossi cotti usati per le mura esterne, in netto contrasto con il calcare chiaro del vicino monastero. La tradizione attribuisce la fondazione a San Pisenzio (o Bishay), contemporaneo di San Shenute, tra il IV e il V secolo d.C. Ciò che resta oggi è principalmente la chiesa a pianta basilicale, costruita con cornici a gola egizia e proporzioni che richiamano direttamente l'architettura dei templi faraonici, secondo alcuni studiosi con pietre riutilizzate da un vicino sito faraonico.
Il santuario dipinto: una rara sopravvivenza
Il motivo per cui gli storici dell'arte arrivano fin qui è il santuario triconco, un ambiente a tre absidi al centro della chiesa, dipinto tra la fine del V e l'inizio del VII secolo. La tecnica utilizzata è la pittura a secco, applicata su intonaco asciutto anziché fresco, uno dei motivi della sua straordinaria conservazione. Circa l'80% delle pareti, nicchie e colonne del santuario conserva ancora la decorazione originale: santi, architetture illusionistiche e motivi geometrici in rosso, ocra e blu, raramente visibili intatti per questo periodo in tutto il Mediterraneo.
Per decenni, nulla di tutto ciò era visibile. La fuliggine di lampade a olio e candele aveva annerito quasi completamente il santuario. Un progetto di restauro guidato dalla storica dell'arte Elizabeth Bolman, in corso dal 2002 con il sostegno di USAID tramite l'American Research Center in Egypt, ha impiegato anni per riportare i dipinti alla loro luminosità originale. Ciò che si vede oggi è più vicino a quanto vedevano i monaci del VI secolo che a quanto esisteva appena vent'anni fa.
Monastero Rosso o Monastero Bianco?
I due siti si visitano solitamente insieme, e si spiegano a vicenda. Il Monastero Bianco è la struttura più grande e austera, storicamente più noto ma con molto meno colore superstite all'interno. Il Monastero Rosso è più piccolo e raccolto, ma il suo santuario dipinto è visivamente il più impressionante dei due. Se avete tempo per uno solo, scegliete il Monastero Rosso; con mezza giornata a disposizione, vederli entrambi rende il contrasto ancora più interessante.
Come organizzare la visita
Il Monastero Rosso è un luogo di culto attivo, non un sito archeologico a pagamento: non esiste un sistema di prenotazione online ufficiale e gli orari possono variare in base alle funzioni religiose, quindi conviene verificare con una guida locale prima di partire. Sohag si trova tra Luxor e Il Cairo, a circa 3-4 ore di auto da Luxor; i trasporti pubblici per i viaggiatori stranieri sono limitati, perciò la maggior parte dei visitatori vi arriva con un autista privato o all'interno di un itinerario più ampio nell'Alto Egitto che include Abydos o Dendera. È richiesto un abbigliamento sobrio, e le fotografie all'interno del santuario andrebbero fatte con discrezione e senza flash, per rispetto dello spazio e dei monaci che vi abitano.
Per chi costruisce un itinerario più lento e approfondito nell'Alto Egitto, oltre il classico circuito Luxor-Assuan, il Monastero Rosso è il tipo di tappa che raramente compare in un primo viaggio in Egitto, ma che resta impressa più a lungo di molte altre.