Monte Sinai (Jabal Musa): Guida all'Alba, Sentieri e Consigli Pratici
Cos'è il Monte Sinai e perché lo si scala
Il Monte Sinai si trova nel governatorato del Sinai meridionale, in Egitto, a circa 3 km dal villaggio di Santa Caterina e a circa 440 km dal Cairo. Sulla sua vetta, a 2.285 metri, Mosè avrebbe ricevuto i Dieci Comandamenti secondo il racconto biblico, motivo per cui da secoli attira pellegrini cristiani, ebrei e musulmani. Ai suoi piedi sorge il Monastero di Santa Caterina, un monastero ortodosso greco tuttora attivo, fondato nel VI secolo e Patrimonio dell'Umanità UNESCO, dove si venera ancora il roveto ardente biblico.
Alba, tramonto o escursione diurna
La maggior parte dei tour parte tra mezzanotte e le 2 del mattino per raggiungere la vetta in tempo per l'alba, il che significa più affollamento ma una luce spettacolare. Salire nel pomeriggio per il tramonto offre un sentiero più tranquillo e una luce altrettanto suggestiva, anche se la discesa avviene al buio. Un'escursione diurna evita sia la folla che il buio, ma comporta una maggiore esposizione al sole, soprattutto da maggio a settembre.
I due sentieri verso la vetta
Siket Sayidna Musa, la Scala del Pentimento, è il percorso diretto: circa 3.750 gradini di pietra scolpiti dai monaci, che passano per il Bacino di Elia, situato a circa 750 gradini dalla vetta. Siket El Bashait, il Sentiero dei Cammelli, è più lungo ma con una pendenza più dolce, percorribile in groppa a un cammello per quasi tutto il tragitto. Entrambi i sentieri si ricongiungono nello stesso tratto finale di 750 gradini, che ogni escursionista deve affrontare a piedi, indipendentemente dal percorso scelto all'inizio.
Quanto è davvero difficile l'escursione
Le opinioni sul Monte Sinai oscillano tra "facile" e "davvero faticoso", ed entrambe sono vere a seconda di chi cammina. Il Sentiero dei Cammelli in sé ha una pendenza graduale e ben tracciata, gestibile dalla maggior parte delle persone con una forma fisica media. A rendere tutto più impegnativo è il contesto: salita notturna, poco sonno, temperature che calano nettamente in vetta. Gli ultimi 750 gradini sono ripidi e irregolari, ed è lì che quasi tutti rallentano il passo.
Come arrivare, guide e cosa portare
La maggior parte dei viaggiatori parte da Dahab (circa 2 ore) o Sharm el-Sheikh (2,5-3 ore); dal Cairo il tragitto è più lungo, tra le 6 e le 7 ore. Per l'escursione è obbligatoria una guida beduina locale della tribù Jabaliya. Portate più strati di abbigliamento caldo indipendentemente dalla stagione: le temperature in vetta sono spesso molto più basse di quanto ci si aspetterebbe dal deserto, soprattutto prima dell'alba. Torcia frontale, acqua, snack e un po' di contanti per le bancarelle di tè lungo il percorso completano l'occorrente essenziale.
Visitare il Monastero di Santa Caterina
Molti viaggiatori abbinano l'escursione a una visita al Monastero di Santa Caterina subito dopo. Gli orari di apertura sono limitati e cambiano in base alle festività religiose, quindi conviene confermare l'orario aggiornato poco prima del viaggio invece di affidarsi a un orario fisso. È richiesto un abbigliamento adeguato e all'interno delle chiese è vietato fotografare. Poiché coordinare da soli il ritiro notturno, la guida e gli orari del monastero non è sempre semplice, questo è proprio uno di quei viaggi in cui un tour privato ben organizzato fa davvero la differenza — un servizio che Aten Tours include nei suoi itinerari nel Sinai.