Chi era Amenhotep II? Il faraone guerriero d'Egitto
Chi era Amenhotep II?
Amenhotep II governò l'Egitto durante la XVIII dinastia, salendo al trono intorno al 1427 a.C. come figlio di Thutmose III, uno dei faraoni più potenti del Nuovo Regno. Il suo regno durò circa un quarto di secolo, un periodo in cui l'Egitto controllava territori che si estendevano dalla Nubia a sud fino a parti del Levante a nord. A differenza di alcuni dei suoi predecessori, Amenhotep II costruì la propria immagine pubblica tanto sulla forza fisica quanto sull'autorità politica, e questa reputazione gli è sopravvissuta per oltre tremila anni.
Un guerriero cresciuto per il trono
Prima di indossare la doppia corona, Amenhotep II si addestrò a Perunefer, una base militare e navale vicino a Menfi, dove perfezionò l'equitazione, il tiro con l'arco e la voga. Le iscrizioni dei templi lo descrivono mentre doma cavalli che nessun altro riusciva a controllare e rema più velocemente e più a lungo di intere squadre di rematori addestrati. Che questi racconti siano del tutto letterali o in parte propaganda reale, il messaggio era chiaro: un sovrano che guidava con l'esempio fisico, non solo con i decreti.
L'impresa del tiro con l'arco diventata leggenda
La storia più famosa legata ad Amenhotep II riguarda un bersaglio di bronzo. Secondo le iscrizioni, sparò frecce da un carro in movimento con le redini legate in vita, trafiggendo da parte a parte un pesante bersaglio di rame, un'impresa che nessun altro arciere avrebbe mai eguagliato. Rilievi di questa scena compaiono a Karnak e altrove, rafforzando l'immagine di un re la cui forza rispecchiava il dominio militare dell'Egitto in quel periodo.
La continuazione dell'impero del padre
Una volta incoronato, Amenhotep II dovette affrontare rivolte nel Levante, una prova comune per ogni nuovo faraone che ereditava un vasto impero. Guidò almeno due campagne militari in Siria e Nubia per ristabilire il controllo, e le iscrizioni di quel periodo registrano prigionieri e tributi portati a Tebe. Dopo aver stabilizzato i confini, il suo regno entrò in una fase relativamente pacifica, incentrata sulla costruzione e sull'amministrazione piuttosto che su guerre continue.
Templi e monumenti
Amenhotep II aggiunse strutture al complesso del Tempio di Karnak e costruì un piccolo tempio vicino alla Grande Sfinge di Giza, legando il proprio nome a uno dei monumenti più antichi e riconoscibili d'Egitto. Ampliò inoltre siti religiosi in Nubia, tra cui i lavori ad Amada, testimonianza di quanto a sud si estendesse l'influenza egizia durante il suo governo.
La tomba che custodì più di un re
La sua tomba, nota come KV35, si trova nella Valle dei Re ed è diventata una delle scoperte più importanti dell'egittologia. Oltre alla sua mummia, ben conservata, la tomba fu usata in seguito come nascondiglio per altre mummie reali durante un periodo turbolento in cui la profanazione delle tombe minacciava i resti dei re d'Egitto. Gli archeologi vi trovarono un gruppo di faraoni custoditi per sicurezza, rendendo KV35 una sorta di antico rifugio d'emergenza.
L'eredità di Amenhotep II oggi
Chi esplora il passato antico dell'Egitto può ancora seguire la storia di Amenhotep II attraverso reperti e iscrizioni conservati nelle principali collezioni, oltre ai templi da lui ampliati a Karnak. Per chi costruisce un itinerario più ampio attorno alla stratificata storia egizia, affiancare questa storia faraonica a uno sguardo sulla successiva eredità greco romana ad Alessandria completa il quadro di come tante civiltà abbiano plasmato il paese. Chi pianifica un viaggio incentrato sulla storia può anche consultare cosa fare ad Alessandria per luoghi che collegano l'antico Egitto al suo capitolo mediterraneo.